lunedì 19 novembre 2018

Attacco dei Giganti: ecco la tavola finale del manga!

Qualche ora fa è arrivata l'ufficialità della fine de L'Attacco dei Giganti, il popolare manga di Hajime Isayama, che ha diffuso la tavola, molto scarna ma significativa, che chiude la saga iniziata nel 2009 sulla rivista Bessatsu Shonen Magazine e i cui episodi sono stati raccolti finora in 26 tankobon. In Italia sono stati pubblicati 25 volumi nello stesso formato nella collana Generation Manga della Panini a partire da marzo 2012 con cadenza aperiodica. Una notizia triste per l'editore modenese.


L'Attacco dei Giganti è infatti uno dei suoi manga più venduti, non proprio a livello di Death Note, ma quasi. Sarà difficile sostituirlo con un titolo altrettanto valido. In Giappone, la serie di Isayama è seconda, come vendite, solo a One Piece di Oda. Per ora non si profilano grandi alternative per rimpiazzarlo. Minoru Genda.

Riecco Caput Mundi con una nuova mini di 3 numeri

Francesco Mobili è uno dei disegnatori italiani più in rampa di lancio, che lo scorso anno si è fatto notare sulla miniserie The Professor grazie ad uno stile preciso e convincente. Lo scorso anno lo abbiamo intervistato sul nostro vecchio sito. Ora è tra gli artisti della seconda stagione di Caput Mundi della Editoriale Cosmo. Fino ad ora se n'è parlato poco sui social, forse a causa del tiepido accoglimento della prima stagione di sei numeri (i dati ufficiosi in rete indicano che il primo numero vendette circa 3.200 copie, il secondo 2.100 e il terzo 1.900 copie). Oggi la Cosmo propone questa mini di tre scritta da autori del Gruppo Recchioni e non ci sembra che possa far meglio della prima. Se la prima fosse stata un successo, avrebbero proposto una nuova mini di sei capitoli invece di tre. Cosmo, però, non demorde.


Continua a puntare sul mercato nazionale affidandosi ai fumettisti recchioniani. Anche Giulio Gualtieri, l'editor-in-chief Cosmo, è membro del suo studio creativo, Lo Studio in Rosso, che oltre che in Bonelli è attivo anche in Star Comics. La punta della piramide, l'occhio al vertice è sempre Roberto Recchioni. Gunnar Andersen.

domenica 18 novembre 2018

Superman by Bendis: il ritorno di Superboy Prime!!!

Cosa sta combinando il contestato scrittore Brian Michael Bendis sulle testate di Superman? Finora poco, a giudicare del crollo delle vendite dell'Uomo d'Acciaio. Il che non deve stupire dopo i disastri combinati alla Marvel nell'ultimo periodo, tra cui la trasformazione del mutante Uomo Ghiaccio in un gay. Dalle anticipazioni in Usa, apprendiamo che in Superman n. 8 torna una vecchia conoscenza, Superboy Prime! Il folle Superboy di Terra-Prime visto in Crisi Infinita del 2005. Adesso un po' cresciuto insieme a suo nonno Jor-El, che il dottor Manhattan ha salvato dalla morte pochi istanti prima della esplosione di Krypton. Ne vedremo delle belle.


Messo alle strette, Bendis pesca nella storia di Superman cercando di rialzarsi, ma i fasti di Crisi Infinita sono lontani. Anche Jurgens nell'ultimo periodo ha tentato di fare la stessa cosa rimettendo in scena il generale Zod, Superman Cyborg e la Squadra Anti-Superman ma i risultati sono stati modesti. Werner von Hauser.

Dr. Stone: in arrivo la serie anime nell'estate 2019!!!

Weekly Shonen Jump è una delle più antiche e note riviste di manga del Giappone con una media vendite di circa 3 milioni di copie alla settimana (ogni mese fanno circa 12 milioni copie) edita dalla Shueisha. Il n. 51 del 2018, oltre ai famosi serial quali My Hero Academia, Hunter x Hunter e Food Wars, rivela importanti notizie per la serie del Dr. Stone, popolare manga di Riichirō Inagaki e Boichi arrivato al capitolo 83. Nella estate 2019 potrebbe infatti arrivare anche la serie anime.


La storia parla di due giovani che si risvegliano in uno strambo futuro scoprendo che il resto dell'umanità si è tramutato in pietra. Decisi a risolvere il problema, si impegnano a cercare una soluzione per far tornare tutti in forma umana. In Italia i diritti di pubblicazione di Dr. Stone sono della Star Comics. Minoru Genda.

Alex Bottero si pronuncia sulle vendite di Tex Willer!

Nella giornata di ieri il mitico Alessandro Bottero, traduttore, editore, giornalista, esperto di fumetti, scrittore, redattore capo alla Play Press anni fa e altro ancora, ha scritto un post sul suo profilo FB, che ci è parso abbastanza interessante. Dopo avere chiarito che il prezzo di un fumetto non è determinato dal rispetto dovuto agli autori coinvolti, ma dalle prospettive di vendita, ha affermato che Tex Willer, nuova collana di Tex con le sue avventure inedite da giovane venduto al prezzo di copertina di 3,20 euro, poteva costare anche meno. Bottero: perché mettere quel prezzo significa che la casa editrice ha già deciso che venderà non più di un tot, e prevedendo tot copie, mettiamoci un prezzo che almeno ci fa guadagnare. Se la Bonelli avesse pensato che la nuova collana di Tex vendesse 170.000 copie come il Tex normale, allora avrebbe potuto benissimo mettere il prezzo a 2.50, visto che è quasi la metà delle pagine. Se lo ha messo a 3.20, significa che ha previsto un venduto NON superiore (a REGIME e non col numero uno, ovvio) nelle edicole a 50.000 copie. Le parole di Bottero indicano una realtà evidente: la Bonelli, dopo tanti flop, rilanci sbagliati, ecc., deve incassare. Gli utili di bilancio sono a picco. 


La Bonelli fino a pochi anni fa faceva utili per milioni di euro. Oggi l'utile si aggira sulle 400mila euro. Una miseria per quelli che erano i suoi standard abituali. Tex è il solo fumetto che vende ancora benone, ma come altre collane perde lettori (in media sulle 5.000-6.000 copie all'anno), ma ancora oggi con circa 170.000 copie è il top in Italia. Quanto può vendere Tex Willer? Come dice Bottero, se alla Bonelli avessero pensato di vendere quanto la serie old, il prezzo poteva essere anche di 2,50 euro. Il prezzo di 3,20 euro è determinato, come dice Bottero, da prospettive di vendite stabili intorno alle 50.000 copie? E' possibile. Per questa prima uscita la Bonelli ha invaso le edicole con una tiratura monster, uguale a quella della serie Old. E pensano di vendere con questo primo numero quanto quest'ultima. Magari per rientrare della contrazione nei numeri successivi, se si dimostrasse forte. Ciò ci porta a pensare che il Tex Classic, ristampa cronologica a colori di Aquila della Notte, possa vendere intorno alle 25.000 copie. Però Tex Classic ha una tiratura molto più bassa (in edicola si trovano si e no un paio di copie come le altre serie). 

Cosa ha sbagliato la Bonelli in questa operazione? Innzitutto, la grafica. Troppo spartana, ma è pur vero che la Bonelli è un editore tradizionale e quindi la grafica interna non ha mai brillato se si parte dal presupposto che Tex non è un comics, ma un fumetto italiano da leggere. Le marvellerie nel mondo di Tex sono bandite. Il fatto è che una grafica più moderna potevano farla. Secondo errore: il bianco e nero. Perché non rompere gli indugi classici e puntare dritti sul colore, che poteva coinvolgere anche chi, in modo abituale, non legge serie Bonelli? D'altra parte, il Tex Classic è a colori! Terzo errore: 64 pagine e non 96 o 114 come la serie old. Il risultato è un albettino sottiletta che il lettore texiano doc troverà antipatico. C'è da dire comunque che tutte queste iniziative su Tex fanno capire quanti passi falsi abbia commesso l'editore milanese negli ultimi anni, tra cui l'errore più grosso con il rilancio di Dylan Dog, affidato, secondo noi in maniera incauta, a Recchioni che ha costruito la sua notorietà con le polemiche socio-politiche sui vari social. Cosa deve fare la Bonelli? Lo abbiamo già detto: cambiare il 100% del suo parco autori con scrittori di destra. Sono le idee che lanciano un fumetto e le loro sono vecchie. E ciò è dato dal fatto che ancora oggi chiedono a Tex di essere salvati. Al Plano.

sabato 17 novembre 2018

Recchioni che difende la Meloni! Da non credere!!!

Da quando è diventato curatore di Dylan Dog nel 2013, Roberto Recchioni, anche se dice di non andare a votare perché in Italia non ci sono partiti che rispecchiano le sue idee, ha lentamente sposato le posizioni mondialiste della sinistra di Soros e compagni bilderberghiani (che in Italia hanno i loro riferimenti in De Benedetti, di Berlusconi e Feltrinelli). A Lucca Comics si è lanciato in una filippica contro un presunto razzismo e in un post su Facebook ha chiesto pubblicamente scusa a M. Lupoi avendo in passato ironizzato sulla omosessualità del direttore della Panini! Un Recchioni irriconoscibile rispetto alle idee di qualche anno fa. Qui confessò di avere bullizzato una sua compagna di scuola rimasta traumatizzata. Recchioni è diventato di sinistra e quindi schierato a favore dei poteri forti? Esteriormente si, dato che lavora per editori che sono vicini a queste posizioni, ma dentro di lui ogni tanto esce fuori il vero volto di quella destra sociale romana in cui tanti ex missini si sono formati. Ancora oggi si definisce un fascista zen, e quando Giorgia Meloni è stata criticata per avere sponsorizzato albi di un piccolo editore a Romics 2018, ecco che Recchioni la difende su Facebook! Recchioni che difende la Meloni? Si, leggete qui. Il post, al solito, è contraddittorio, perché lui non può schierarsi. 


Un fascista zen non può fare il curatore di Dylan Dog! A Sclavi verrebbe un colpo se lo scoprisse! Ma Recchioni è sempre lì, un po' a destra (sua vera passione), un po' a sinistra (perché lavora per editori di sinistra). Vorrebbe essere più di destra? Forse, ma poi chi lo farebbe lavorare più? Tanti compromessi che, tuttavia, non gli evitano critiche da ogni direzione per le sue opere. Werner von Hauser.

Gipi in tv a sostegno della causa immigrazionista!!!

In questo articolo evidenziammo come Gipi, che non ha mai celato simpatie per la sinistra, abbia sposato le tesi immigrazioniste sostenute dalle élite mondialiste di Soros, De Benedetti e altri membri del Bidelberg Group. In allegato al quotidiano Repubblica (di proprietà di De Benedetti) stanno uscendo le sue opere in volume. Gipi non è l'unico fumettista che si è schierato dalla parte dei migranti (quasi tutti i fumettisti della Feltrinelli Comics lo hanno fatto pubblicamente ed il legame dei vertici Feltrinelli con George Soros è noto a tutti). Un paio, tra i meno conosciuti, son saliti perfino sulla nave Diciotti e oggi vanno dicendo in rete che la loro vita è cambiata ma senza dire in che modo. Quella degli scafisti non è cambiata dato che continuano, nonostante i toni inutilmente duri di Salvini, a sbarcare dei poveracci sulle coste italiane. Ed ecco che Gipi va in tv. Parla di fumetti? No, di migranti!

Una buona occasione persa per parlare di fumetti o forse, dato l'impegno politico dei fumettisti (militanti) oggi è la stessa cosa? Sentendo Gipi, ci siamo chiesti se è convinto, come sostiene Boeri appena può, che i migranti pagheranno le pensioni degli italiani! Gipi non è l'unico autore che parla di politica pro-migranti. Perfino Recchioni lo ha fatto a Lucca! Ne abbiamo parlato qui. Werner von Hauser.